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ogni sabato: Chessy



SERVIZI: presentazione libri

“Tre Bicchieri” è un circolo Arci che promuove la cultura e l’arte brasiliana, ma non disdegna la promozione di giovani artisti italiani ed in generale la commistione tra diverse forme di espressione artistica, qualunque sia la provenienza.

Partendo da queste linee guida è nata la collaborazione con Zandegù Editore, casa editrice, nata a Torino, nel 2006, che si  occupa di narrativa surreale italiana e ha fatto della promozione atipica il suo punto di forza.

Questa sinergia ha portato alla realizzazione di due serate di promozione culturale che hanno visto anche l’allestimento di due mostre.

Sabato 19 gennaio 2008 ore 18.30

Premiazione del concorso “Ti dò copertina bianca”, rivolto ad artisti, fotografi ed illustratori per l’individuazione della copertina del romanzo “Tasca di pietra” di Matteo De Simone, la cui prima edizione di mille copie in distribuzione da metà settembre 2007 aveva la copertina totalmente bianca.
 
Durante la serata sono stati resi noti i dieci finalisti e il vincitore dell’iniziativa.

Per rendere omaggio agli artisti Matteo de Simone, accompagnato alla chitarra da Davide Greco, ha letto alcuni brani tratti dal suo romanzo “Tasca di pietra”.

Dal 19 gennaio al 2 febbraio 2008

Esposizione dei lavori che meglio hanno interpretato lo spirito, le tematiche e la storia del romanzo “Tasca di Pietra” di Matteo De Simone.

Sabato 3 maggio 2008 ore 18.30

Reading

“La luna è girata strana”, un romanzo di viaggio, ambientato in Etiopia. Lontano dalle solite immagini da cartolina e dalle immagini di povertà dei tg, dal quale emerge il quadro di un Africa poetica e ricca di dignità. Scritto con tono semplice e coinvolgente, toccante e a tratti divertente da Simone Rossi, nato nel 1982, a Forlì, giornalista per “La Voce di Romagna”.

Accompagnamento musicale dei Cucchiaiodivetro.
 
Inaugurazione della mostra
“La foto è girata giusta”, immagini scattate dall’autore in Etiopia.

Dal 3 maggio al 17 maggio 2008

Mostra: La foto è girata giusta.
Cercando di dribblare il fastidioso cliché da turista maniaco della digitale, Simone Rossi ha scattato in Etiopia anche qualche foto. Niente di monumentale: se c'è qualcosa di più fastidioso di un turista maniaco della digitale è un quasi-scrittore che si spaccia per fotografo talentuoso. Le immagini vengono così, urgenti e sgangherate come un'ambulanza dalle ruote sgonfie. Per farle profumare di pepe ci stiamo lavorando: per ora riempiamo gli occhi e i calici. Ci sono bambini, madri, monaci, mosche, radici e capre. Buon appetito.

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